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martedì 1 dicembre 2009

uno sguardo dal cielo

Nel Ryouan-ji (tempio del drago placido) si trova il giardino zen più famoso del Giappone (sopra un modellino). Il karesansui (paesaggio secco) è più simile a un dipinto che a un giardino e nessun elemento è lasciato al caso (ad es. possono venire utilizzati solo elementi naturali, non ci devono essere simmetrie ecc.).

Fino al 2010 il tempio è in ristrutturazione. Vista la dura vita dei templi di Kyoto, bruciati decine di volte nel corso della storia, qui hanno pensato bene di premunirsi.

Il complesso è circondato da un bellissimo giardino.

Pensavo di averne abbastanza di foglie rosse,

ma non ho saputo trattenermi di fronte a tali provocazioni!

In confronto ad altri templi visitati questo era relativamente tranquillo e invitava decisamente alla meditazione.

Non si sa esattamente chi sia il creatore del giardino zen - che ha circa 500 anni - nè quale sia l'interpretazione più probabile.

Delle 14 rocce che lo compongono solo 15 risultano visibili, da qualsiasi punto lo si guardi. Si dice che solo dal paradiso, una volta superati i limiti posti all'intelletto umano, sia possibile vederle tutte.

sabato 21 novembre 2009

Nanzenji

Uno dei "cinque grandi templi zen di Kyoto", dice l'ingannevole dèpliant. Vabbè, penso io, ci faccio un saltino prima di tornare a casa.
Arrivata all'ingresso già intuisco il grave problema che mi si presenta: il Nanzenji è il solito complesso megagalattico con un tempio vagamente principale e varie attrazioni che richiederebbero una giornata (e biglietti di ingresso non cumulativi).

Stoicamente mi dirigo verso la parte più famosa, il giardino Hojo.

Il giardino zen non lascia indifferenti: tutti i turisti si siedono sulla veranda e rimangono a lungo.

Il progetto sembra sia stato fatto da Koburi Enshu (vedi post di ottobre, Nijojo) e dovrebbe rappresentare "giovani tigri che attraversano un fiume".


Nel complesso di Nanzenji passa anche un acquedotto, il Suirokaku, costruito nel 1890 e che collega Kyoto con il Biwako (v. il post Saluti da Hikone).

I giapponesi amano il rischio, quindi niente barriere protettive.

Già che ci sono, salgo anche sul grande edificio di ingresso, il Sanmon.

La vista come al solito è bellissima.

Alle mie spalle si trova l'Eikando, visitato ieri.

Questa parte di Kyoto (est) è costellata di templi grandi e piccoli, tutti a ridosso delle montagne.

E anche questa è fattaaaaa!