mercoledì 17 febbraio 2010

yappari 20 (shooto keeki)

Nana by Yazawa Ai, all rights reserved

Anche la famigerata short cake di Nana esiste veramente. E' buonissima. Una nuvola di fragole e panna.....

la malinconia di haruhi suzumiya

Haruhi Suzumiya, all rights reserved

Kyoto è stata la mecca del cinema giapponese tra gli anni '30 e gli anni '60 (Rashomon su tutti ^0^), ma oggi i leoni d'oro e gli oscar sono solo un lontano ricordo.

Pochi sanno però che a Kyoto c'è la sede di un piccolo studio di animazione, la Kyoto Animation, che ha prodotto interamente uno degli anime più famosi degli ultimi anni, Haruhi Suzumiya.

Il pellegrinaggio è d'obbligo!

Negli studi non si può entrare (sembrano comunque una casetta privata), ma c'è un piccolo negozio che vende tra le altre cose cels originali.
Michael - grande fan di Haruhi - dopo la spesa aspetta pensoso il treno in arrivo. Domani è già a casa!

martedì 16 febbraio 2010

la città da 10 yen

Ultima gita!
A pochi chilometri da Kyoto si trova la cittadina di Uji, famosa per il tè (sopra una tipica raccoglitrice)...

... e per la Storia di Genji (Genji Monogatari, XI sec.), uno dei capolavori della letteratura mondiale. L'autrice Murasaki Shikibu ambientò infatti gli ultimi capitoli del lunghissimo romanzo a Uji.
A Uji c'è anche il Byodoin, il tempio della Fenice, raffigurato sulle monete da 10 yen.
A parte le due fenici sul tetto, il tempio è così chiamato per la sua forma che ricorda quella di una fenice che si sta per alzare in volo.
A detta della guida.
La sala principale contiene una statua di Amida Budda (che non si può fotografare).

Togliersi le scarpe è oramai un'abitudine consolidata, ma i posteggi per calzature li vedo per la prima volta!
Finalmente si vede un po' di natura!
La natura mette fame e sentiamo il bisogno di un matcha-parfait.
Michael e Vanessa.
Foto con salto brevettata da Vanessa.
E' San Valentino anche per i cantieri.
La passeggiata lungo l'Ujigawa (letteralmente "fiume di Uji") ci fa sentire in vacanza, una sensazione nuova dopo mesi di studio e di distese di cemento.

Io, Vanessa e Michael che fa la foto.

sayonara party

Il nostro semestre si conclude ufficialmente al 6° piano della nuova Doshisha.
Ma non siamo qui per divertirci bensì per lavorare!!!! Io, Michael e Markus veniamo subito spediti a prelevare il sushi.

Vanessa e Beate adottano la tecnica della finta conversazione impegnata per evitare di apparecchiare.
Io ne approfitto per una bella sessione fotografica.
Notare il cartellino con il nome che tutti hanno dovuto indossare.
Isabell in questi quattro mesi ha comprato svariati kimono e ha anche imparato la complicata tecnica di vestizione. Complimenti!

Il nostro coordinatore, il prof. Wachutka, tiene il discorso di fine semestre,
La pagella ^0^
Il buffet.
Il compassato cameriere sotto il ritratto del compassato fondatore della Doshisha, Nishima Jo.

Beate, che ha frequentato solo per un mese un corso di danza tradizionale giapponese. ci lascia tutti a bocca aperta con il suo saggio di bravura.
Chiiiiizuuuuu!
La mia meravigliosa host family!

lunedì 15 febbraio 2010

yappari 19 (purikura)

Nana by Yazawa Ai, all rights reserved
Perchè in Giappone ci sono tante cose meravigliose e assolutamente inutili? perchè da noi no? Perchè altrimenti saremmo tutti sul lastrico.

Purikura: prendi un paio di amici, entra in una cabina a tema, scegli un paio di pose assurde (costo circa 3 euro), poi decora le foto a piacimento.

In un paio di minuti la macchinetta stampa le foto ritoccate su carta autoadesiva. Le immagini (minuscole) devono poi venire assolutamente applicate sul cellulare!

Come si può notare, le purikure sono un passatempo amatissimo.

2 maiko e 1 geiko....

... in borghese. Se vi capita di vedere una donna in kimono e faccia bianca di giorno è sicuramente una turista travestita. Le vere maiko e geiko escono truccate solo la notte!

Yasui Konpiragu

Per evitare che gli interessi di duemila templi entrino in conflitto, è vitale diversificare l'offerta.
Lo Yasui Konpiragu, a Gion, aiuta a realizzare i desideri con un approccio ludico. La specialità del tempio è la rottura: chi vuole farla finita con una persona, una brutta abitudine o una malattia (in assenza di cose o persone con cui rompere va bene anche una richiesta generica) scrive il proprio desiderio su un foglietto, si infila in un cuniculo, esce, rientra, riesce coperto di fango (piove) e infine appiccica il foglietto in cima al mucchio.

Ennesimo rituale propiziatorio completato con successo!