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mercoledì 3 febbraio 2010

festival del tonno

Il giapponese medio ingurgita circa 70 kg di pesce all'anno. Non meraviglia che agli eventi a tema gli entusiasti mangiatori accorrono a frotte.
Il matsuri del tonno di Katsuura non fa eccezione.
Il mio primo tonno pinna gialla non inscatolettato.
E via verso gli stomaci di turisti e autoctoni!
Tra la folla si aggiravano terribili bambine venditrici di riso soffiato: in Markus hanno subito individuato una vittima, e il poveretto ha estratto il portafoglio senza neppure sapere cosa stesse comprando.
Tonno freschissimo trasformato in sashimi.
I matsuri annientano il corpo e lo spirito e c'è chi vi arriva preparato.
I moltissimi stand vendevano principalmente sushi di tonno.
La prefettura di Wakayama è anche famosa per le mikan, le clementine. Dolcissime e senza semi.

lunedì 1 febbraio 2010

l'oceano

Dopo sei ore di viaggio in bus, in cui i giapponesi si lamentano pure perchè siamo troppo rumorosi, arriviamo al nostro bellissimo albergo.
Non c'è tempo per riposare: il peschereccio per la onsen stile Indiana Jones parte subito.
Le onsen sono le terme giapponesi, che si differenziano dalle nostre perchè sono più belle (>___<), più numerose e più a buon prezzo.
La nostra escursione all'onsen del cammello costa 4 euro circa.
Solitamente nelle onsen ci sono sezioni separate per uomini e donne, ma in quelle piccoline come questa si entra tutti insieme.
Per questo motivo bisogna indossare o il costume da bagno o il tipico yukata da immersione (normalmente in una onsen si entra in costume adamitico).

Beate, Alexandra e Vanessa non hanno voluto rinunciare a fare le tradizionaliste, ma io ho subito capito che 'sto yukata era una gran fregatura. Immaginate di immergervi nell'acqua bollente vestiti, uscire dopo 5 minuti per non svenire e ritrovarvi congelati in un nanosecondo, con l'unica alternativa la subitanea reimmersione.
La belissima escursione sul Pacifico ci riempie di allegria (^.^)v
Ecco la nostra stanza vista dal peschereccio.
Ed eccoci in tutta la nostra bellezza con il tipico yukata che si indossa negli alberghi tradizionali.
Prima di cena non può mancare un'oretta di karaoke.
La bibliotega di manga dell'albergo.
Il buffet. Lo sport preferito dei giapponesi sembra essere l'assalto al sushi. Con grande fatica riesco a conquistarne qualcuno.
Un bel tè per concludere in bellezza la serata.
A mezzanotte Michael si rituffa nella onsen, questa volta in una di quelle dell'albergo (per accontentare tutti gli ospiti, di solito le vasche vengono assegnate a rotazione a uomini e donne nel corso della giornata).

domenica 31 gennaio 2010

verso sud

Prima degli esami finali facciamo un'ultima gita di gruppo: questa volta pernotteremo in una onsen sull'Oceano Pacifico! La levataccia fiacca le ultime forze rimaste dopo mesi di studio accanito.
Osaka... non finisce mai.

Dopo due ore eravamo ancora in mezzo al cemento.

Poi si fa una svolta ed eccoci tra i monti e i villaggetti spopolati.
Una campana a vento tra due valli.

Pausa pranzo.
Succo di frutta gelatinoso alla pesca di produzione locale.