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venerdì 12 febbraio 2010

Tofukuji

E' forse il caso di ripetere che per riuscire a visitare tutti i templi di Kyoto in 4 mesi avrei dovuto farmene circa 17 al giorno.Mission impossible. Essendo ormai agli sgoccioli del mio semestre devo purtroppo scegliere quelli più significativi che ancora mi mancano.
Tra questi l'ultimo gigante è il Tofukuji, il tempio più amato durante la stagione dei momiji. Da questa balaustra ogni anno migliaia di turisti immortalano lo Tsuten, il "ponte del paradiso" (prima foto), in un mare di foglie rosse.

Lo Tsuten in un giorno di febbraio.

Gli alberi secolari che circondano il complesso.

La balaustra delle foto vista dallo Tsuten.

L'edificio principale.

Il Kaisan-do, uno dei 5.000 tesori tra edifici e manufatti in possesso del tempio e dichiarati patrimonio nazionale.
Il karesansui, il giardino zen del Kaisan-do. Nonostante il freddo mi sono seduta in contemplazione.

Ritornando sui miei passi e guardando il ponte invece del paesaggio ho improvvisamente capito il perchè del nome Tsuten: probabilmente chi precipita per essersi inavvertitamente appoggiato a una trave infestata dai tarli va diritto in paradiso ^0^
Un altro bellissimo karensansui si trova nell'Hojo, accanto all'edificio principale.

Questo giardino zen è relativamente recente (1939). Io ormai ho raggiunto un livello zen così elevato che mi è sembrato un tantino sovraffollato di pietre.
Un altro ponte sospeso, a prima vista solidissimo.
A seconda vista forse non proprio tanto....

Purtroppo per me perderò completamente la fioritura dei ciliegi, ma a febbraio fioriscono i susini: ecco il primo che ho visto!

Ed infine la struttura più imponente del Tofukuji: il Sanmon, il portale Zen più antico di tutto il Giappone, 600 anni o giù di lì.

mercoledì 25 novembre 2009

prima il dovere

Il sole sorge su Nishigamo ancora addormentata.

Il programma di sabato prevede escursione sul monte Kurama seguita da relax in una onsen (le terme giapponesi). Kurama è il paesino del festival del fuoco (v. post di ottobre, Kurama no hi matsuri).

Il monte Kurama (570m) è da milioni di anni (così dice il dèpliant informativo) un monte sacro e nel corso dei secoli è stato riempito di templi. Tali incommensurabili distanze temporali ci lasciano basiti e Gabor cerca di riprendersi con il flauto appena acquistato.

Vanessa non si scompone e posa sorridente davanti al Niou-mon (porta dei guardiani).

Tahou-to (la pagoda sacra situata a circa un terzo dell'ascesa).

Il sentiero si snoda tra boschi di sugi.

Rara foto senza i moltissimi turisti che si inerpicavano faticosamente.

Qui siamo già a metà strada.

Arrivati all'Honden (sala principale) il panorama è meraviglioso.

Complesso dell'Honden, da qui parte il sentiero che conduce alla vetta.

La vetta non è panoramica, ma molto suggestiva.

Foto di gruppo sulle radici dei grandi cedri.

Da sinistra Vanessa, io, Gabor e Boris.

Foto in discesa inseguendo il sole.

Shourou

Solo Vanessa si rilassa, noialtri agitiamo come pazzi le nostre digitali.

Shimenawa (corda sacra) su un alberone del tempio Yuki.

Il pomeriggio ci raggiunge Heike e insieme finalmente andiamo alle terme.

Ecco l'ingresso della onsen di Kurama, con due simpatici giapponesi in yukata. Una onsen funziona così: si può pernottare o passarci un paio d'ore. Di solito uomini e donne vengono separati, perchè per entrare nella vasca con l'acqua termale bisogna spogliarsi completamente. Faceva piuttosto freddo, ma dopo pochi minuti in immersione "la testa comincia a squagliarsi" come ha giustamente notato Vanessa, allora bisogna uscire velocemente, fare una doccia fredda e rientrare. Tutto all'aperto! Fantastico, soprattutto quando si è messo a piovere.

I ragazzi si sono annoiati a morte e dopo una mezz'oretta sono andati a leggere il giornale.

Sul treno che ci riportava a Kyoto un altro momento magico: improvvisamente si sono spente tutte le luci per permettere ai passeggeri di emettere gridolini di stupore alla vista dei soliti momiji tutti illuminati.