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sabato 9 gennaio 2010

yappari 11 (la storia di okiku)


Tutti conosciamo la storia della povera Sadako. La filmologia horror ha in realtà scopiazzato modernizzandola un po' una vecchia leggenda, che già nella notte dei tempi era così vecchia da contare numerose varianti. In tutte comunque compaiono una morta e un pozzo.

A Himeji c'è ad esempio il pozzo di Okiku. Secondo la versione locale, Okiku era la domestica di un vassallo di nome Aoyama, un tipaccio assetato di potere che stava giusto progettando l'assassinio del suo signore. Okiku ne svelò i subdoli disegni e Aoyama decise di ucciderla. La accusò quindi di aver rubato un piatto appartenente a un preziosissimo set di dieci e la fece gettare nel pozzo della foto. Si dice che ogni notte si senta la voce di Okiku che, dal fondo del pozzo, conta fino a nove per poi prorompere in un lamentosissimo gemito.
Dear manga artist, I found your cute drawing and borrowed it. I couldn't find your name anywhere, so if you happen to stumble upon my blog, please let me know. I would really like to say a proper thank you!

l'airone bianco

Cosa ha in testa questa pucciosa mascotte? ovviamente un castello giapponese.

007 - You live only twice

Non si tratta però di un castello qualunque, visto che anche James Bond ci ha fatto un giretto.

Siamo a Himeji, una cittadina nei dintorni di Kobe, famosa per il castello più bello di tutto il Giappone.

Il mastio venne completato nel 1601 e da allora il castello non ha subito danni seri dovuti a incendi, terremoti e simili. Anche durante la seconda guerra mondiale è stato miracolosamente risparmiato. I dintorni no.

E' passato di mano per ben 48 volte!

Dopo l'apertura del Giappone all'Occidente (1871) cadde in disgrazia e venne venduto all'asta per appena 24 yen.

Dato che demolirlo (sorte toccata a molte vestigia feudali) costava troppo, venne semplicemente abbandonato.

Come anche a Hikone, il castello si visita scalzi, ma almeno qui riceviamo delle babbucce fashion.

Ricostruzione di una scena di vita del 1600.

Il sistema difensivo, costituito da fossati, feritoie, vicoli ciechi e dedali di stradine, doveva rendere il castello insepugnabile.
Himeji in realtà non venne mai attaccato.

I plotoni di pulizia sono ancora oggi efficientissimi, qui impegnati nella raccolta foglie.

Dal 1993 è Patrimonio dell'Umanità.

Anche per la visita al mastio dobbiamo toglierci le scarpe e portarle con noi in un sacchetto: solo alla vista dei sacchetti ci si stringe il cuore. Non si può credere che i giapponesi siano in grado di affrontare le brutture del mondo reale.

Un castello giapponese all'interno è essenzialmente vuoto.

Dopo cinque piani di ascesa vertiginosa veniamo ricompensate con una stupenda vista sul mare.


venerdì 8 gennaio 2010

facce da treno

I giapponesi, più del Giappone, sono una fonte infinita di ispirazione: di solito si tratta di foto rubate, ma il giorno della gita ad Himeji abbiamo incontrato della bambine simpaticissime che non sono riuscite a contenere l'eccitazione di trovarsi faccia a faccia con delle vere gaijin.
Ci hanno chiesto pure l'autografo!

Non tutti i passeggeri sono così pucciosi...

I lettori di manga non mancano mai.

Un raro figozzo.

Ed ecco l'eroe in guanti bianchi e berretto da Galaxy Express 999.